Sandro Pertini

Per un futuro di equità e libertà il nostro NO come socialisti al Referendum sulla Giustizia. del Circolo Socialista Nebroideo Indipendente

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Forse non serve dire che questa nostra posizione, questa scelta di schierarci come Circolo Socialista Nebroideo Indipendente “Italo Carcione” per il NO al referendum del 22 e 23 marzo, nasce da qualcosa di più di un semplice sentire.
È il risultato, semmai, di un percorso condiviso, di un ragionamento che si è fatto strada tra le parole di molti, tra le esperienze di chi, da sempre, ha creduto nella magistratura come baluardo contro le ingiustizie.
Non si tratta di una presa di posizione isolata, ma di un modo di pensare che si alimenta con il confronto, con il rispetto delle storie di ciascuno.
È un pensiero che si radica nella convinzione che la separazione tra i poteri, la piena autonomia dei giudici, siano valori di cui non si può fare a meno.
Non perché siano dogmi intoccabili, ma perché sono il fondamento di un sistema che, almeno in teoria, dovrebbe tutelare chi si trova in posizione di svantaggio, chi lotta per i diritti, chi non ha voce.
Il nostro NO, allora, si inserisce in un discorso più ampio, un ragionamento che coinvolge tutti noi, uomini e donne socialisti e socialiste, che abbiamo visto e vissuto le contraddizioni di un sistema che a volte sembra troppo fragile, troppo esposto alle influenze di chi ha più potere.
Se si rafforzasse la divisione tra le carriere, se si sdoppiasse il Consiglio Superiore della Magistratura e si affidasse a estrazioni a sorte la composizione di alcuni suoi membri, cosa cambierebbe?
La sensazione, condivisa, è che la nostra autonomia si indebolirebbe, che la pressione potrebbe aumentare, e che la giustizia perderebbe quella sua capacità di essere un’ultima istanza di tutela.
Poi, se si pensasse di creare una corte disciplinare solo per i magistrati ordinari, togliendo ulteriori poteri al CSM, ci si renderebbe conto che si rischia di spostare l’equilibrio, di rendere il sistema più vulnerabile.
E tutto questo, in un momento in cui le inefficienze, i ritardi, le risorse scarse sono problemi che vanno affrontati, non smantellando pezzi di un ingranaggio già troppo usurato, ma rafforzandolo.
Il ragionamento, infine, si fa collettivo anche nel ricordare che questa battaglia si lega alla storia della sinistra, a figure come il compagno, Avvocato Sandro Pertini, che sapeva bene che la difesa della magistratura non era solo un atto di partito, ma un impegno civile, un atto di fede nella giustizia come bene comune.
E allora, da questa terra, dal cuore dei Nebrodi vogliamo dire che il nostro NO non è solo un voto, ma una scelta di coerenza, di responsabilità.
E invitiamo tutti a farlo con noi: votate NO, e fate votare NO.
Perché il futuro di questa terra, di questa democrazia dipende anche da come ci prendiamo cura di quei principi che ci uniscono, anche quando tutto sembra remare contro.

Circolo Socialista Nebroideo Indipendente “Italo Carcione”

Perché ho aderito al Comitato Socialista per il NO. di Roberto Finessi

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La difesa della nostra Costituzione che caratterizza i pilastri fondanti della nostra democrazia, che trovano, appunto, linfa proprio dai suoi articoli nella prima parte, sono un ulteriore atto patriotico, l’ennesimo regalo dei padri costituenti, per sentirci cittadini dello stesso paese: l’Italia.

Difendere la Costituzione Repubblicana, non è di destra o di sinistra è compito di tutti noi e chi dice che è roba da “poveri comunisti” non ha capito nulla e con una frase del genere si pone fuori dallo spirito costituente, ma comunque è tutto, ma non un patriota. A differenza di molti membri della mia famiglia di origine, che sotto il fascismo e l’occupazione nazifascista, hanno subito soprusi, dolore, morte, semplicemente per la loro fede socialista e per una lontana appartenenza alla diaspora sefardita, ciononostante non fossero, osservanti di nessun credo religioso: innocenti perseguitati ingiustamente, come moltissime famiglie italiane.

Ebbene a differenza di loro, in questi quasi 80 anni della mia vita, io ho potuto leggere e studiare come ho voluto, dichiararmi non credente senza essere perseguitato e militare politicamente nella sinistra storica di questo mio paese, essere iscritto a un sindacato… un privilegio che mio nonno paterno non ha avuto, morto a seguito di botte e olio di ricino, un invalido alla fine morto lasciando in balia del regime mia nonna e le sue due figlie e i fratelli e i cugini di mia nonna rimasti chi lo sa dove, in qualche fossa comune o qualche forno in Polonia e suo fratello più giovane sopravvissuto (un miracolo) alla famigerata scalinata di Mauthausen.

Proprio per tutto questo io mi sento una sorta di partigiano della Costituzione; sarò sempre attento a difendere la nostra democrazia, che, come diceva Pertini: “È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature”.

L’autonomia della magistratura è sempre stata osteggiata dalle forze più reazionarie del paese: da subito! Come pure gli organi di controllo e veto, prerogativa sia della Corte dei Conti come del CSM e del Presidente della Repubblica. Credo che il primo governo di destra-destra di questo paese, voglia trasformare la nostra democrazia in una sorta di democratura all’UNGHERESE ED È PER QUESTO CHE L’OSTACOLO PRIMCIPALE È LA NOSTRA COSTITUZIONE.

Bisogna che ci si debba mobilitare per contribuire a fermare questa deriva; dobbiamo andare a votare e votare NO. IO VOGLIO METTERCI LA FACCIA FINO IN FONDO, ed è per questo che come socialista aderirò al “Comitato Socialista per il NO Referendun 2026”.

Roberto Finessi