Fratelli d’Italia
Votare NO al Referendum sulla Giustizia per fermare la svolta autoritaria del governo Meloni-Salvini-Tajani-Nordio! di Pierluigi Rainone

Il sostegno alla controriforma della giustizia Nordio da parte di noti esponenti della “sinistra ” ternana non fa che confermare le motivazioni che vedono l’ Italia in una situazione drammatica(la peggiore dalla proclamazione della Repubblica nel 1946)
Sostenere una controriforma che ha come obiettivo il controllo della Magistratura da parte della politica al fine di rendere sempre più difficili le inchieste contro i politici ed i colletti bianchi, è l’ emblema del trasformismo che(non certo casualmente) nacque in Italia subito dopo l’ Unità d’ Italia( con il passaggio di alcuni deputati dalla destra storica alla sinistra storica nel 1876)
La controriforma della giustizia si inserisce in un vero e proprio processo di fascistizzazione dello Stato che ha nella continua legiferazione tramite i decreti leggi ed i voti di fiducia, nel Premierato e nella volontà di approvare una legge elettorale peggiore della legge Acerbo del 1923 i suoi cardini.
Vedere noti esponenti della “sinistra” e del centrosinistra ternano nel Comitato per il SI alla controriforma Nordio, insieme ad esponenti di Forza Italia e di Fratelli d’ Italia è, francamente, vergognoso.
Sabato pomeriggio faremo un primo banchetto in centro a Terni per informare i cittadini sulle motivazioni per votare NO alla controriforma Nordio e per fermare la schiforma Meloni-Nordio.
Lo faremo tutti i sabati fino alla data del referendum.
Pierluigi Rainone (Portavoce nazionale Movimento Radicalsocialista)
Il garantismo non c’ entra, stavolta tocca votare no. Non siamo al referendum del 1987, ben altre sono le condizioni politiche. di Luca Cefisi

Se avessi avuto dubbi su come votare, i Fratelli mi hanno convinto definitivamente.
Voto No, che il principio della separazione delle carriere, giusto in astratto, non è francamente così cruciale in concreto se avulso da un’azione generale ispirata da una cultura e un’etica di “libertà per davvero”.
Oggi questo principio è strumentalizzato per sostenere le ben note pulsioni forcaiole, del resto ogni arma ha sempre un doppio taglio, è buona o cattiva a seconda del contesto e dell’uso che si intende farne. E questi qua non recitano neppure più la parte dei garantisti farlocchi e classisti dei tempi berlusconiani, quando l’invocazione ipocrita delle garanzie per il cittadino imputato, pur pelosa per ragioni e circostanze, tanto accorata per certuni ma flebile o distratta per certi altri, gli sfigati che non potevano neppure permettersi un falso in bilancio, era perlomeno un residuo omaggio alla virtù.
Quello che si vuole affermare oggi è un’agenda politica precisa di prevalenza del potere esecutivo, e il diritto ne è appena il pretesto, nella convinzione di piegarlo al potere. Le scelte politiche si fanno nelle condizioni storiche date: raccontarsi che siamo ancora nel 1987, in altri tempi, altri referendum e altri schieramenti, significa non cogliere i tempi in cui stiamo vivendo. E non conviene dimenticarsi che ogni sistema giuridico riflette sempre i rapporti di forza reali. Ma, grazie all’ufficio propaganda dei Fratelli, raramente un programma fu più chiaro e inequivocabile: ed a questo, qui ed ora, occorre reagire.
Luca Cefisi