divisione dei poteri
Le ragioni del NO al Referendum. di Franco Bartolomei

La divisione strutturale della Magistratura in organismi distinti tra giudicanti e inquirenti non risponde ad alcuna esigenza di speditezza nella confusione delle istruttorie e dei processi , come viene propagandisticamente sostenuto .
Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto senza problemi con una semplice specializzazione delle preparazioni professionali dei Magistrati , successiva ad una loro autonoma scelta interna di carriera , o ad eventuali esami di passaggio di funzioni , senza dividere organicamente la Magistratura .
In realtà ‘ il vero obiettivo programmatico di questa riforma Nordio e’ quello di arrivare a togliere alla Magistratura il controllo di legittimità sulla azione della polizia giudiziaria, e sulla attività dei servizi di sicurezza, e di porre la Magistratura inquirente sotto la diretta gestione dell ‘ esecutivo nella gestione dell ‘ azione penale .
Per arrivare a questo e’ necessario , prima indebolire e dividere la Magistratura e successivamente addomesticare la Corte Costituzionale facendola diventare di fatto una espressione del sistema politico , pronta ad accettare lo svuotamento del sistema costituzionale della divisione dei poteri.
E’ assolutamente evidente che una magistratura inquirente come soggetto autonomo sarebbe molto più debole nel rapporto con gli altri organi costituzionali , e non reggerebbe un potere autonomo così rilevante come l ‘ impulso e il controllo di tutta l’ azione penale e la direzione della conseguente attività istruttoria in tutti i settori sensibili delle complessive competenze della ‘ intero Stato Ordinamento .
Questa divisione costituzionale della Magistratura finirebbe quindi per favorire il disegno chiaramente ideologico e autoritario del governo , e del centrodestra ,di abbandonare l ‘ obbligatorietà della azione penale e riservare alla discrezionalità dell’ esecutivo i poteri di gestione della azione penale , e soprattutto di gestione delle attività di indagine , con riferimento particolare a quelle preliminari .
Inoltre con la divisione verrebbe a cessare la strutturale uniformità di interpretazione normativa in sede giurisprudenziale che costituisce una garanzia della uniformità delle valutazioni dei giudici, e si aprirebbe la strada a rischiosissime divergenze interpretative , quando le attività di indagine riservate alla Magistratura inquirente non implicano affatto sotto alcun profilo una differenziazione nelle interpretazioni sulla portata delle norme giuridiche sotto il profilo del merito .
Per questo e’ assolutamente necessario votare No al Referendum, e respingere in tal modo il progetto autoritario delineato dalla riforma Nordio/Piantedosi/Meloni.
Franco Bartolomei, Coordinatore nazionale di “Risorgimento Socialista”