Dalla parte della Costituzione. I socialisti per il NO

Comunicato ufficiale

Il “Comitato socialista per il NO – per il Referendum 2026” è costituito per raccogliere e rappresentare le molte opinioni dei socialisti e delle socialiste e di quanti si riconoscono nel patrimonio ideale e storico del socialismo italiano, che sono contrari al progetto di riforma della Giustizia progettata dal governo Meloni ed oggetto del Referendum del 2026.

Il quadro complessivo che si andrebbe a delineare se dovesse passare questa riforma sarebbe una modifica di fatto della Costituzione. Di fatto ma radicale: perché pone la questione delle radici legittime della Repubblica, come ha scritto recentemente Rino Formica, socialista di lungo corso e già ministro della Repubblica, in una riflessione ampia e originale che mette in guardia dalle reali volontà della destra al governo: modificare pezzi di Carta per poi radicalmente mutare l’ordinamento.

La storia del socialismo italiano, fondato nel 1892 anche da Filippo Turati e Anna Kuliscioff, si identifica, senza soluzione di continuità, con i valori e gli ideali della lotta antifascista e con la Resistenza che condussero l’Italia sulla via della democrazia e della libertà. Quei valori diedero forma e sostanza alla Costituzione repubblicana codificando una straordinaria architettura giuridica ed istituzionale.

Quando il Potere giudiziario fu concentrato nelle mani del potere politico, generò il fascismo. Lo stato democratico nacque quando i Padri costituenti (tra i quali Lelio Lelio Basso e Lina Merlin) estirparono il fascismo dall’Ordinamento creando un mirabile equilibrio di pesi e contrappesi tra i poteri dello Stato.

L’opera dei Padri costituenti ora viene minacciata da una riforma voluta da un governo di destra, guidato da una formazione politica che ha il fascismo nel suo DNA.

Di fronte a questa minaccia è dovere di tutti i socialisti di unire le forze per dire NO! Alla riforma Nordio.

Nel nome di Giuseppe Di Vagno, Giacomo Matteotti e dei fratelli Rosselli, barbaramente uccisi dal fascismo, di Eugenio Colorni ispiratore del Manifesto di Ventotene e di Bruno Buozzi fondatore della CGIL unitaria ucciso dai nazisti. Nell’esempio del fautore della Repubblica e ministro per la Costituente Pietro Nenni, del padre dello Statuto dei Lavoratori Giacomo Brodolini e dei Presidenti della Repubblica Giuseppe Saragat e Sandro Pertini.

Presidente del Comitato sarà Gabriele Garbo, 23 anni di Pordenone, che ha dichiarato: «È un Comitato che porta un nome significativo, perché richiama un patrimonio politico, umano e culturale che ha segnato la storia italiana: da Turati a Nenni, Da Pertini a Formica e molte altre figure che hanno dedicato la loro vita a un’idea di società più giusta, più equa e più libera.

La riforma oggi in discussione, presentata come risposta alla necessità di “efficienza”, rischia in realtà di compromettere l’equilibrio dei poteri senza intervenire sulle reali criticità del sistema della Giustizia in Italia: i tempi del processo, i costi per i cittadini e le risorse destinate a questo Apparato.

Dire NO non significa difendere l’esistente per principio, né opporsi al cambiamento. Significa ribadire che la modernizzazione democratica passa per riforme che guardino ai problemi reali, non per pericolose storpiature costituzionali.

Il Comitato, del tutto autonomo nella sua struttura e nella programmazione, opererà in più Regioni d’Italia, collaborando con realtà locali che porteranno il proprio supporto a questa causa di Giustizia e consapevolezza costituzionale.»

Per difendere la nostra democrazia pluralista, la nostra Costituzione e il nostro patrimonio ideale di lotte per un mondo più giusto per tutti, oggi 17 gennaio 2026 poniamo la prima pietra del “Comitato socialista per il NO – per il Referendum 2026”, certi che atri ne nasceranno a livello locale che vorranno coordinarsi con noi, rivolgendo un appello a tutti i compagni e a tutte le compagne per l’adesione. 

Firmato

Il Comitato Promotore:

Gabriele Garbo (Presidente)

Franco Lotito (Vicepresidente)

Marco Zanier (Segretario)

Vincenzo Loré (Responsabile della comunicazione)

Marco Calabretta (Responsabile del rapporto coi territori)

Primissime adesioni:

Anna Falcone, Paolo Borioni, Luca Parodi, Davide Maldina, Rino Giuliani, Anna Maria Pagano, Aurora Loré, Giuseppe Frasca, Luigi Fasce, Giulio Retta, Beppe Sarno, Maria Tardelli, Stefano Longo, Andrea Renieri, Gianni Natali, Luca Cesaria, Claudia Loré, Gabriella Liso, Patrizia Viviani, Giuseppe Giudice, Emilio Graziuso, Daniele De Piero, Paolo Gonzales, Franco Astengo, Maria Vitali-Volant, Giuseppe Onorati, Enrico Gervasoni, Giorgio Righetti, Daniele Scarpetti, Toni Serafini, Marco Raveggi.